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日志


9月18日

l'anima gemella

Girovando nei vari spaces ho trovato un argomento molto interessante:riguarda l'anima gemella..mai sentito parlare??Per l'amica k m ha suggerito il tema l'anima gemella è una persona k abbia le tue stesse caratteristiche,che provi le tue stesse emozioni e sensazioni,in una parola il tuo gemello;a ttt sarà capitato d provare le "farfalle nello stomaco"tanto citate da melita e alessandro nel gf7,di pensare d nn poter vivere senza quel qualcuno k c capisce al volo,senza bisogno d tante spiegazioni perchè così uguale a noi.

Cito le parole d qst amica perchè penso possano rendere meglio il concetto: "sicuram esistono persone a noi mlt simili con le quali condividiamo svariate cose e abbiamo un'alchimia particolare, speciale meglio ancora. E' fantastico trovare qlc del genere ma è allo stesso tempo mlt raro;avete mai sentito parlare del mito degli androgini? o anke detto in altre parole il concetto della metà xfetta di 1 mela? 1 filosofo, x parlare del concetto di amore, introdusse qst mito dicendo ke in principio vi erano oltre all'uomo e alla donna 1 altro genere di essere umani:gli androgini e cioè delle xsne formate x metà da uomini e x metà da donne. Il mito si conclude dicendo ke qst esseri "particolari" furono divisi. Morale della storia?Da allora qst individui cercano la parte ke li completi e x qst ttt sn insoddisfatti fin qnd nn trovano la loro "parte di mela spaccata a metà".Bella spiegaz vero??

C’è gente k passa tutta la vita a cercare la propria anima gemella senza mai riuscire a trovarla. Mai. C’è k invece l’ha trovata ma l’ha avuta vicino x un periodo + breve di qll k sperava,però intanto se l’è goduta. E’ triste,ma è la vita. Quindi,se mai riuscirete a trovare la vostra metà perfetta,nn lasciatevela scappare x nessuna ragione al mondo e soprattutto non smettete mai d continuare a cercare;innamoratevi x’è la cosa+bella k possa accadere nella vita,anche se a volte fa male perché c s innamora d k nn s dovrebbe..oppure c s rifiuta d amare x paura d soffrire o d far soffrire la persona a cui s tiene d +..e allora??sono gli amori insensati a dare un senso alla vita.

Riporto una frase della mia autrice preferita,Cecilia Ahern: “se un piatto o un bicchiere cadono a terra senti un rumore fragoroso. Lo stesso succede se una finestra sbatte,se s rompe la gamba d un tavolo o se un quadro s stacca dalla parete. Ma il cuore,qnd s spezza,lo fa in assoluto silenzio. Data la sua importanza,ti verrebbe da pensare k faccia uno dei rumori + forti del mondo,o persino k produca una sorta d suono cerimonioso, come l’eco d un cembalo o il rintocco d una campana. Invece è silenzioso,e tu arrivi a desiderare un suono k t distragga dal dolore”.

 

 
9月16日

la storia dell'amore

  La Storia Dell'amore



Raccontano che un giorno si riunirono in un luogo della terra tutti i sentimenti e le qualità degli  uomini. 

  Quando la noia si fu presentata per la terza volta, la pazzia come sempre un po' folle propose:
  "giochiamo a nascondino!". L'interesse alzò un sopracciglio e la curiosità senza  potersi
  contenere chiese: "a nascondino? di che si tratta?" "é un gioco -spiegò  la pazzia - in cui io
  mi copro gli occhi e mi metto a contare fino a 1000000 mentre voi vi nascondete, quando avrò
  terminato di contare il primo di voi che scopro prenderà il mio posto per continuare il gioco".

  L'entusiasmo   si mise a ballare, accompagnato dall'euforia. L'allegria fece tanti salti che finì per
  convincere il dubbio e persino l'apatia, alla quale non interessava mai niente.... però non tutti
  vollero partecipare. La verità preferì non nascondersi. Perché se poi tutti alla fine la scoprono?
  La superbia pensò che fosse un gioco molto sciocco (in fondo ciò che le dava fastidio era che
  non  fosse stata una sua idea) e la codardia preferì non arricchirsi.

  "UNO,DUE,TRE..." -cominciò a  contare la pazzia. La prima a nascondersi fu la pigrizia che si
  lasciò cadere dietro la prima  pietra che trovò sul percorso. La fede volò in cielo e l'invidia si
  nascose all'ombra del trionfo  che con le proprie forze era riuscito a salire sull'albero più alto. La
  generosità quasi non  riusciva a nascondersi. Ogni posto che trovava le sembrava meraviglioso
  per qualcuno dei suoi amici. Che dire di un lago cristallino? Ideale per la bellezza. Le fronde di
  un albero? Perfetto  per la timidezza. Le ali di una farfalla? Il migliore per la voluttà. Una folata di
  vento? Magnifico per la libertà. Così la generosità finì per nascondersi in un raggio di sole.
  L'egoismo, al  contrario trovò subito un buon nascondiglio, ventilato, confortevole e tutto per sé.
  La menzogna si nascose sul fondale degli oceani (non e' vero, si nascose dietro l'arcobaleno!).
  La passione e  il desiderio al centro dei vulcani. L'oblio....non mi ricordo...dove? 

  Quando la  pazzia arrivò a contare 999999 l'amore non aveva ancora trovato un posto dove
  nascondersi poiché li trovava tutti occupati; finché scorse un cespuglio di rose e alla fine decise
  di nascondersi tra i suoi fiori. "un milione!" - contò la pazzia. E cominciò a cercare. La prima a
  comparire fu la  pigrizia, solo a tre passi da una pietra. Poi udì la fede, che stava discutendo con
  Dio su questioni di teologia, e sentì vibrare la passione e il desiderio dal fondo dei vulcani. Per
  caso trovò l'invidia e poté dedurre dove fosse il trionfo. L'egoismo non riuscì a trovarlo: era
  fuggito dal suo nascondiglio essendosi accorto che c'era un nido di vespe. Dopo tanto
  camminare, la pazzia ebbe sete e nel raggiungere il lago scoprì la bellezza. Con il dubbio le
  risultò ancora più facile, giacché lo trovò seduto su uno steccato senza avere ancora deciso da
  che lato  nascondersi. 

  Alla fine trovò un po' tutti: il talento nell'erba fresca, l'angoscia in una grotta buia, la menzogna
  dietro l'arcobaleno e infine l'oblio che si era già dimenticato che stava giocando a nascondino.
  Solo l'amore non le appariva da nessuna parte. La Pazzia cercò dietro ogni albero, dietro ogni
  pietra, sulla cima delle montagne e quando stava per darsi per vinta scorse il cespuglio di rose e
  cominciò a muovere i rami. Quando, all'improvviso, si udì un grido di dolore: le spine avevano
  ferito gli occhi dell'amore! La pazzia non sapeva più che cosa fare per discolparsi; pianse,
  pregò, implorò, domandò perdono e alla fine gli promise che sarebbe diventata la sua guida. 
  
  Da allora, da quando per la prima volta si giocò a nascondino sulla terra, l'amore e' cieco e la
  pazzia sempre lo accompagna....
 

il piccolo principe

  Il Colore Del Grano



tratto da "Il piccolo principe" scritto da Antoine de Saint-Exupéry


"...in quel momento apparve la volpe: "Buon giorno". "Buon giorno" disse gentilmente il piccolo
principe voltandosi: ma non vide nessuno. "Sono qui", disse la voce, "...sotto il melo". "Chi sei?"
chiese il piccolo principe, "Sono una volpe", disse la volpe. 

"Vieni a giocare con me?", le propose il piccolo principe "sono così triste...". "Non posso giocare
con te", disse la volpe, "non sono addomesticata". "Ah, scusa!", fece il piccolo principe. "Che
cosa vuol dire addomesticare?" 

"E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami". "Creare di legami?". "Certo",
disse la volpe, "tu, fino ad ora, per me non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E
non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a
centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me
unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo. (...) Se tu mi addomestichi la mia vita sarà come
illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi
faranno nascondere sotto terra. Il tuo mi farà uscire dalla tana come una musica. E poi guarda!
Vedi laggiù in fondo dei campi di grano? Io non mangio il pane, e per me il grano è inutile. I
campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai i capelli color dell'oro. Allora
sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano che è dorato, mi farà pensare a te. E
amerò il rumore del vento nel grano..." 

La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe: "Per favore ... addomesticami", disse.
"Volentieri,  che bisogna fare?", domandò il piccolo principe. "Bisogna essere molto pazienti",
rispose la volpe. "In principio tu ti siederai un po' lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò
con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno
tu potrai sederti un po' più vicino...". 

Il piccolo principe ritornò l'indomani. "Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la
volpe. "Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincio ad essere
felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non
saprò mai a che ora prepararmi il cuore... ci vogliono i riti". "Che cos'è un rito?", disse il piccolo
principe. "Anche questa è una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe."E' quello che fa un
giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore" (...) 

Così il piccolo principe addomesticò la volpe ... E quando l'ora della partenza del piccolo principe
fu vicina: 

"Ah!", disse la volpe, "... piangerò". 

"La colpa è tua", disse il piccolo principe, "io non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti
addomesticassi e che diventassimo amici...". 

"E' vero", disse la volpe. 

"Ma sapevi che avresti pianto!", disse il piccolo principe. 

"Certo", disse la volpe. 

"Ma allora che ci guadagni?" 

"Ci guadagno", disse la volpe, "il colore del grano". 

 

bellissima!!!

Principe ormai tutto è perduto,tutto è travolto dal vento,
abbiamo perduto tutto..
 
Principessa,non esiste una cosa nella tua vita
per la quale valga la pena perdere tutto?